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Storia dell'Ente

all’inizio del secolo scorso.....

All’inizio del secolo scorso uno dei più importanti ornitologi italiani, Ettore Arrigoni degli Oddi, affermava che le Riserve e le Bandite di Caccia, avevano un ruolo fondamentale per la protezione della natura (Arrigoni degli Oddi, 1918 & 1919). Riserve e bandite, rappresentarono uno dei pochissimi strumenti per la tutela del territorio e della fauna, tanto che molti dei parchi nazionali oggi esistenti ne sono la derivazione. Nel 1936 lo Stato, facendo proprie le esigenze di potenziamento del settore, istituì, con regio decreto, l’ente degli Utenti delle Riserve e Bandite di caccia (URB), trasferendogli alcune delle attribuzioni del Ministero dell’Agricoltura. L’URB iniziò ad operare, offrendo assistenza tecnica e rappresentanza ai concessionari delle riserve e delle bandite (gli utenti) ed al personale operante. Nel 1939, l’URB, prese il nome di Ente Produttori Selvaggina (EPS).

Per produzione di selvaggina, s’intendeva e si intende la produzione di fauna selvatica allo stato naturale o, se vogliamo, nel suo ambiente naturale. Da allora, l’ente si occupa di tutto ciò che riguarda la “gestione della fauna selvatica” (dall’inglese “Wildlife Management”): reintroduzioni, ripopolamenti, gestione delle aree naturali con finalità faunistica, tecniche di allevamento dei selvatici destinati al rilascio in natura, studio dei popolamenti animali, ecc. . Nel 1944, le vicissitudini della guerra civile portarono la crisi all’interno dell’Ente, che vide trasferita la sua sede prima a Piacenza e poi a Milano, mentre a Roma, nell’Italia Liberata, l’EPS veniva ricostituito, nonostante le difficoltà operative e finanziarie.

Nel dopoguerra la rivista ufficiale dell’ente, “La Riserva di Caccia”, vide la collaborazione di Alessandro Ghigi, fondatore dell’attuale Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica. Foriero della Biologia della Conservazione in Italia, con i suoi scritti testimoniò il ruolo di tutela svolto da riserve e bandite. Durante gli anni ‘60 e ’70 altri importanti naturalisti scriveranno sulla rivista, che patrocinò alcune delle nascenti associazioni ambientaliste e le prime oasi naturali del nostro paese. Con la riforma del 1977, gli istituti delle riserve di caccia, vennero trasformati in Aziende Faunistico Venatorie (AFV) ,con finalità naturalistiche e faunistiche, quindi con un compito specifico di conservazione; la fauna selvatica veniva dichiarata “patrimonio dello stato” e le AFV, videro istituzionalizzato un ruolo specifico di pubblico interesse.

Nel 1979, con lo scioglimento degli “enti pubblici”, l’EPS venne trasformato in ente morale, rimanendo sotto la vigilanza del Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste. Dal 1979 ad oggi l’EPS, per le necessità dei territori e della fauna nelle Aziende Faunistico Venatorie, è andata sempre più specializzandosi, offrendo rappresentanza e servizi ai concessionari di AFV. Attualmente può contare su un autonomo centro di ricerca e sulla collaborazione con altre istituzioni scientifiche nazionali. Il campo di applicazione e studio, dapprima rivolto alle sole AFV, negli ultimi dieci anni, si è andato aprendo anche alle aree naturali gestite dalla pubblica amministrazione (aree protette, zone ripopolamento e cattura, ecc). Verso coloro che, come le AFV, necessitano di studi specifici per la conservazione e la gestione dei popolamenti animali.

L’Altra attività ritenuta strategica dall’Ente è la formazione, diretta ai tecnici faunisti, agli operatori ed ai giovani che si occupano e lavorano nelle aree naturali a diverso regime di gestione naturalistica, attraverso l’uso e l’applicazione delle più recenti e avanzate tecnologie. E’ presente nei comitati tecnici faunistici nazionali, regionali e provinciali, ove svolge un ruolo di indirizzo nelle politiche di gestione e di pianificazione faunistica. Inoltre l’attenzione dell’ente, è particolarmente concentrata sull’uso sostenibile delle risorse naturali, anche come opera di sensibilizzazione, presso tutti coloro che sono coinvolti direttamente o indirettamente nella fruizione e nella gestione economica del territorio:, agricoltori, tecnici, politici e cacciatori.