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Cambia la caccia in Toscana

Ambiti territoriali di caccia 
1. Negli ambiti territoriali di caccia (ATC) l’esercizio venatorio si svolge in forma programmata. 
2. Gli ATC in Toscana sono nove con confini corrispondenti ai confini delle province e denominati con il nome della città capoluogo. Le Province di Firenze e Prato formano un solo ATC. 
3. Nel piano faunistico venatorio, per garantire nel territorio a caccia programmata una zonizzazione il più possibile omogenea e rispondente alle peculiarità ambientali, naturalistiche e faunistiche afferenti ai singoli contesti territoriali, possono essere istituiti dei sottoambiti, anche ai fini dell’accesso dei cacciatori di cui all’articolo 13 ter. I sottoambiti sono privi di organi. 
4. I confini degli ATC e degli eventuali sottoambiti sono delimitati da tabelle conformi alle prescrizioni di cui all’articolo 26. 
5. Gli ATC sono strutture associative senza scopo di lucro, regolate con proprio statuto, a cui sono affidati compiti di rilevanza pubblicistica connessi all’organizzazione del prelievo venatorio e alla gestione faunistica del territorio di competenza finalizzati al persegui mento degli obiettivi stabiliti nel piano faunistico-venatorio. 
6. Sono organi dell’ATC: 
a) il Presidente; 
b) l’Assemblea dei delegati; 
c) il Comitato di gestione; 
d) il Collegio dei revisori dei conti. 
7. Gli organi hanno durata corrispondente al piano faunistico venatorio. 
8. Lo statuto è approvato dall’assemblea dei delegati, in conformità ad uno schema predisposto dalla Regione. 
9. La provincia esercita la vigilanza ed il controllo sull’attività dell’ATC e può impartire specifiche direttive. 
10. Con regolamento regionale sono stabiliti i criteri per la nomina degli organi e per il funzionamento degli ATC, nonché le forme di controllo necessarie per garantire il perseguimento dell’interesse pubblico.”.
Assemblea dei delegati 
1. I cacciatori iscritti all’ATC, le aziende agricole ricadenti nel territorio dell’ATC, gli iscritti alle 
associazioni di protezione ambientale riconosciute e residenti nei comuni inclusi all’ATC, eleggono i delegati con le modalità indicate nello statuto. 
2. L’Assemblea dei delegati approva lo statuto, le relative modifiche, i regolamenti, il bilancio di previsione annuale e il conto consuntivo.”.
 
Comitato di gestione e Presidente dell’ATC 
1. Il Comitato di gestione è composto, per il 60 per cento, in misura paritaria, dai rappresentanti di strutture locali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale e delle associazioni venatorie nazionali riconosciute, ove presenti in forma organizzata sul territorio. Il 20 per cento dei componenti è costituito da rappresentanti di associazioni di protezione ambientale presenti nel Consiglio nazionale per l’ambiente e il 20 per cento da rappresentanti degli enti locali. 
2. I componenti del Comitato di gestione sono nominati dalla provincia. Per l’ATC Firenze – Prato, i componenti del Comitato di gestione sono nominati dalla Provincia di Firenze. 
3. Il comitato di gestione è responsabile dell’amministrazione dell’ATC e svolge le attività di cui 
all’articolo 12.
Collegio dei revisori 
1. Il Collegio dei revisori è composto da tre membri, iscritti nel registro dei revisori legali, nominati dal Comitato di gestione. Uno dei membri è designato dal Consiglio regionale e svolge le funzioni di presidente. 
2. Il Collegio dei revisori verifica la regolarità della gestione e la corretta applicazione delle norme di amministrazione, di contabilità e fiscali, anche collaborando con il Comitato di gestione, su richiesta dello stesso, ai fini della predisposizione degli atti. 
3. Il Collegio dei revisori vigila sull’osservanza da parte dell’ATC delle disposizioni di legge, regolamentari e statutarie e in particolare esercita le funzioni di cui all’articolo 20 del decreto legislativo 30 giugno 2011, n. 123 (Riforma dei controlli di regolarità amministrativa e contabile e potenziamento dell’attività di analisi e valutazione della spesa, a norma dell’articolo 49 della legge 31 dicembre 2009, n. 196). 
4. Il Collegio dei revisori può procedere in qualsiasi momento ad atti di ispezione e di controllo e richiedere notizie sull’andamento delle operazioni svolte.”.
Commissione regionale di controllo sull’attività degli ATC 
1. E’ istituita la Commissione regionale di controllo sull’attività degli ATC, composta dal responsabile o suo delegato dell’ufficio regionale competente in materia di gare e contratti, che la presiede, dal responsabile, o suo delegato, dell’ufficio regionale competente in materia di attività faunistico venatoria, che svolge le funzioni di segretario, e dai responsabili, o loro delegati, degli uffici provinciali competenti in materia di attività faunistico venatoria. 
2. La Commissione esercita il controllo sull’attività degli ATC e, in particolare, sulle acquisizioni di lavori, beni, servizi e forniture da parte degli stessi. 
3. A tal fine ciascun ATC è tenuto a comunicare preventivamente alla commissione gli atti con i quali intende procedere alle acquisizioni di cui al comma 2. 
4. La Commissione può esprimere il proprio parere motivato sulla rispondenza di tali atti alle finalità istituzionali degli ATC e alla normativa vigente, anche ai sensi dell’articolo 11 sexies. 
5. Con il regolamento di cui all’articolo 11, comma 10, sono precisate le modalità di funzionamento operativo della Commissione.”.
Criteri per l’acquisizione di lavori, beni, servizi e forniture da parte degli ATC 
1. Al fine di favorire la più ampia partecipazione alle procedure selettive per l’acquisizione di lavori, beni, servizi e forniture, ciascun ATC deve suddividere i relativi appalti in lotti funzionali, distinti per specifiche funzioni e materie. Nella determina a contrarre, ciascun ATC da conto dei criteri e delle ragioni seguite per l’individuazione dell’oggetto della procedura selettiva.”.
Coordinamento degli ATC 
1. La Regione verifica lo svolgimento delle attività degli ATC per garantire il coordinamento delle attività di gestione faunistico venatoria su tutto il territorio regionale e l’effettivo perseguimento delle finalità programmate. 
2. Entro il 30 aprile di ogni anno il Comitato di gestione dell’ATC trasmette alla competente struttura della Giunta regionale una dettagliata relazione dell’attività svolta sui censimenti faunistici, sulla gestione venatoria degli ungulati, sui miglioramenti ambientali, sulla prevenzione e il risarcimento dei danni alle colture agricole e su ogni ulteriore argomento richiesto dalla competente struttura della Giunta regionale. Unitamente alla relazione il Comitato di gestione dell’ATC trasmette tutti i dati faunistici di propria competenza. 
3. A seguito delle verifiche di cui al comma 2, la Giunta regionale può impartire specifiche direttive al Comitato di gestione dell’ATC. In caso di mancato adeguamento alle direttive impartite, la Regione è autorizzata ad esercitare il potere sostitutivo di cui alla legge regionale 31 ottobre 2001, n. 53 (Disciplina dei commissari nominati dalla Regione).”.
 
Programmazione regionale 
1. Nel piano regionale agricolo forestale (PRAF) di cui all’articolo 2 della legge regionale 24 gennaio 2006, n. 1 (Disciplina degli interventi regionali in materia di agricoltura e di sviluppo rurale) sono definiti gli obiettivi generali e le strategie di intervento per la gestione del territorio agricolo-forestale destinato alla protezione della fauna e alla caccia programmata nonché i criteri generali di sostenibilità nelle aree vocate alla presenza degli ungulati, i criteri e le modalità per il monitoraggio della fauna, per la prevenzione e per il risarcimento danni in favore degli imprenditori agricoli per i danni arrecati dalla fauna selvatica alla produzioni agricole e alle opere approntate sui fondi. 
2. La deliberazione della Giunta regionale di attuazione annuale del PRAF provvede alla ripartizione finanziaria delle risorse disponibili come segue: 
a) nella misura del 32 per cento a favore delle province per la tutela delle produzioni agricole; 
b) nella misura del 5 per cento a favore dei comuni per l’esercizio delle funzioni amministrative attribuite; 
c) nella misura del 20 per cento a favore delle province per l’esercizio delle funzioni attribuite e per il perseguimento degli obiettivi gestionali programmati; 
d) nella misura dell’8 per cento a favore delle associazioni venatorie riconosciute a livello nazionale in proporzione della rispettiva documentata consistenza associativa a livello regionale per le proprie attività e iniziative istituzionali; 
e) nella misura del 35 per cento per iniziative di interesse regionale nel settore faunistico-venatorio e per l’espletamento dei compiti propri della Regione. 
3. Per garantire l’effettivo perseguimento degli obiettivi programmati la Regione prevede all’interno del PRAF sistemi di premialità e sanzionatori. 
4. Sono finalizzate al raggiungimento delle finalità della presente legge tutte le risorse riscosse a titolo di contributo per l’esercizio della caccia in mobilità di cui all’articolo 13 ter e di tassa di concessione regionale per l’esercizio venatorio.”.
 
 
 
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