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Corso di cucina rurale, la selvaggina abbinata ai prodotti del territorio

Dalla Valle d'Aosta alla Sicilia:
La selvaggina rappresenta un piatto d'eccezione sulle nostre tavole per la stagionalità del prodotto (legato alla stagione della caccia), per la sua scarsità di grassi (si tratta di animali che vivono allo stato libero) e per il costo elevato
Si distingue in selvaggina a pelo (cinghiale, cervo, capriolo, daino, lepre, coniglio selvatico, orso, lontra, volpe) e selvaggina a penna o a piume (fagiani, pernici,beccacce, tordi, allodole, quaglie e anatre selvatiche).
La carne di selvaggina ha in media un più alto contenuto di proteine e modesto apporto di grassi, inoltre il rapporto tra grassi polinsaturi (quelli "buoni") e saturi (considerati "cattivi") è nettamente a favore dei primi; mentre la quantità di colesterolo è molto variabile. Buona, invece, la presenza di ferro
 
 
 
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