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Dal Governo in arrivo norme più stringenti sulla caccia

Dal Governo in arrivo norme più stringenti sulla caccia 
 
Le Regioni dovranno notificare ogni anno al ministero dell’Ambiente i calendari venatori e le loro eventuali modifiche almeno 2 mesi prima della stagione della caccia. Il presidente del Consiglio, su proposta del ministro dell’Ambiente, potrà diffidare la regione interessata ad adeguare, entro 15 giorni, il calendario venatorio adottato in violazione delle disposizioni europee. Se il calendario non verrà adeguato, il premier ne disporrà l’annullamento. Lo prevede un articolo della bozza di legge europea 2015, di cui l’agenzia Public Policy ha preso visione, che dovrebbe arrivare sul tavolo del prossimo Consiglio dei ministri. La bozza prevede anche che la fauna selvatica stanziale e migratoria abbattuta deve essere annotata sul tesserino venatorio subito dopo il recupero di ogni singolo capo. Si restringe inoltre il lasso di tempo in cui sarà possibile cacciare la cesena (Turdus pilaris), il tordo bottaccio (Turdus philomelos) e la beccaccia (Scolopax rusticola): finora il periodo è dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio mentre la bozza della legge europea 2015 prevede che il periodo di caccia di queste specie si conclusa il 20 gennaio. 

Dalla Commissione EU

La Commissione Ue dice no ai calendari venatori regionali con date di chiusura della caccia differenziate19-05-2015QUEL CHE C’È DA SAPERELa Commissione europea si appresta a dare parere negativo sui calendari venatori degli ultimi anni di diverse Regioni italiane, perché ritenuti in contrasto con la direttiva europea 2009/147 sulla protezione degli uccelli selvatici. Lo ha scritto il Commissario all’ambiente, Karmenu Vella, rispondendo a un’interrogazione dell’eurodeputata del Pd Renata Briano. La direttiva vieta la caccia alle specie migratrici durante il periodo della riproduzione e durante il ritorno al luogo di nidificazione.Dopo diverse denunce, che contestavano il contrasto dei calendari venatori di varie Regioni con la direttiva, la Commissione europea ha avviato un’indagine nei confronti dell’Italia (EU Pilot 6955/14/ENVI), a cui il Ministero dell’ambiente ha risposto lo scorso 23 gennaio. In particolare, alla Commissione “risulterebbe che 19 specie di uccelli in stato di conservazione non favorevole sono cacciate in Italia in assenza di Piani di gestione/conservazione e che 9 specie di uccelli sono cacciate in Italia in fase di migrazione prenuziale”. Inoltre, alcuni calendari venatori sarebbero stati approvati senza chiedere il parere dell’Ispra o senza tenere conto delle sue indicazioni.Vista l’indagine avviata dalla Commissione Ue e per evitare l’avvio di una procedura d’infrazione, lo scorso dicembre il Ministero dell’ambiente ha chiesto a diverse Regioni di modificare i calendari venatori approvati per la stagione 2014-2015, anticipando dal 31 al 20 gennaio la chiusura della caccia alle specie tordo, bottaccio, cesena e beccaccia. Come ha riferito al Senato, rispondendo a un’interrogazione, il vice ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali,Andrea Olivero, “la maggior parte di esse ha provveduto in tal senso; per le Regioni che non hanno apportato modifiche al proprio calendario venatorio (Liguria, Toscana, Umbria, Marche, Veneto e Friuli-Venezia Giulia), la Presidenza del Consiglio dei ministri ha deliberato l'esercizio del potere sostitutivo di cui all'articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, provvedendo a modificare d’autorità i calendari venatori in questione con sei specifiche delibere adottate nella seduta del Consiglio dei ministri del 20 gennaio 2015”.Ora si attendono le conclusioni dell’indagine avviata dalla Commissione Ue, ma il Commissario Karmenu ha già anticipato che, sulla base delle informazioni disponibili, non paiono sussistere le condizioni che ammettono calendari venatori regionali differenziati.