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IN CAMPANIA FIRMATO PROTOCOLLO PER LA LEPRE ITALICA

Regione Campania, Ente Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, Ispra e Igf (Istituto per la gestione della fauna) firmano un protocollo di intesa per la conservazione della lepre italica elaborato dal Ministero dell'Ambiente. La specie, considerata endemica dell'Italia Centro Meridionale, ed è stata riconosciuta solo nel 1998 come specie diversa e separata dalla lepre europea; è quindi vulnerabile e a rischio estinzione sia per l'esiguità delle sue popolazioni sia per la riduzione del suo areale. 
 
Per tale motivo, nel 2000, il Ministero dell'Ambiente ha elaborato un Piano nazionale di azione per la conservazione di questa specie che prevede, tra l'altro, accordi tra le pubbliche amministrazioni, il mondo della ricerca e gli operatori della conservazione della natura, affinché possano essere intraprese azioni sinergiche. In Campania, l'unica area in cui è stata individuata la lepre italica si trova all'interno del Parco nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni. 
 
“Il protocollo, uno dei primi in Italia, arriva dopo diversi anni di approfondimenti scientifici e sancisce non solo l'interesse della Regione nella conservazione di questa specie, ma anche il suo ruolo primario in una delle azioni prioritarie previste dal Piano nazionale, ossia la realizzazione di nuclei di riproduzione in stato controllato finalizzati ad avviare, in futuro, attività di reintroduzione in tutto il territorio regionale”. Così Daniela Nugnes, assessore all'Agricoltura della Regione Campania.
 
“Per contribuire alla tutela della lepre italica, la Regione intende rendere fruibili le proprie aziende forestali regionali, a partire dall'azienda Cerreta Cognole, dove sono in via di realizzazione strutture faunistiche finalizzate alla riproduzione in stato di semi-libertà. “Si tratta di un atto estremamente importante perché, così come previsto dall'applicazione della direttiva europea habitat, mettiamo in atto importanti azioni nelle politiche di conservazione della natura e della fauna del nostro territorio regionale”, conclude la Nugnes.