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ISPRA: dimensione, distribuzione e trend delle popolazioni di uccelli

E’ stato pubblicato dall’ Ispra il “Rapporto sull’applicazione della Direttiva 147/2009/CE in Italia. Dimensione, distribuzione e trend delle popolazioni di uccelli (2008-2012). “Questo rapporto, si legge nella nota ufficiale dell’Ispra, è la prima valutazione degli effetti della Direttiva Uccelli sullo stato di conservazione dell’avifauna italiana. Tale attività viene richiesta dalla Commissione europea in ottemperanza dell’art. 12 della Direttiva Uccelli ed è prevista una sua ripetizione ogni 6 anni, in analogia e sincronia con la Direttiva Habitat. Il rapporto raccoglie le migliori informazioni disponibili sulla demografia (dimensione di popolazione, andamenti a breve e lungo termine) e sulla distribuzione geografica di 306 popolazioni italiane. Vengono inoltre esaminate le principali minacce per la conservazione ed identificate le carenze conoscitive, risultate nel complesso molto gravi ed estese. Particolare attenzione è stata rivolta alla valutazione dell’importanza e del ruolo delle Zone a Protezione Speciale della Rete Natura 2000 per la conservazione dell’avifauna”.
 
Inoltre:
 
L’Ispra ha pubblicato i risultati dei censimenti degli uccelli acquatici svernanti in Italia. Dieci anni di lavoro, dal 2001 al 2010, e nel rapporto vengono evidenziati la distribuzione, la stima e il trend delle popolazioni. Il monitoraggio ha interessato un totale di 697 zone umide (oltre l’80% di quelle codificate): il 62% di queste è stato monitorato per almeno 8 anni su dieci, e il 36% per l’intero periodo. La media di uccelli annualmente censiti è superiore a 1,5 milioni di individui, con una lieve tendenza all’aumento nel tempo. Dodici siti si qualificano come importanti a livello internazionale per ospitare regolarmente più di 20000 uccelli acquatici e 177 ospitano popolamenti di importanza internazionale o nazionale di una o più specie (criteri 5 e 6 della Convenzione di Ramsar). Le specie complessivamente rinvenute, che includono 8 rapaci ecologicamente dipendenti dalle zone umide e 14 taxa di origine domestica o esotica, sono 164. Quindici di queste non erano mai state censite in passato, mentre due specie precedentemente censite come svernanti rare (Chiurlottello e Falaropo beccosottile) non sono state ritrovate in questo decennio. Sono riportati i trend di lungo periodo (1993-2010) e recenti (2001-2010) ottenuti con il software TRIM per tutte le specie con sufficiente campione di dati (100 specie).
 
Di seguito i link per scaricare la pubblicazione divisa in due parti.
 
http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/R_219_15_parteI.pdf
http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/R_219_15_parteII.pdf
 
Di seguito i link per scaricare la pubblicazione
 
http://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/rapporti/R_206_14_Uccelli_acquatici_svernanti_def