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Marche, bene incontro Regioni-Ministeri su calendari. Giorgi, aperto confronto costruttivo, rispettare autonomia enti

ANCONA, 10 FEB - ''Le preoccupazioni e le osservazioni delle Regioni in merito alla gestione dei calendari venatori hanno trovato ascolto e attenzione al tavolo ministeriale. Come Regione Marche siamo soddisfatti e condividiamo la necessità che lo Stato non incorra in procedure di infrazione europee sulla gestione della fauna selvatica. Un'esigenza che va perseguita rispettando, però, i livelli istituzionali e l'autonomia regionale". È quanto afferma l'assessore alla Caccia delle Marche Paola Giorgi, che ha partecipato, a Roma, all'incontro presso il ministero dell'Agricoltura con gli assessori delle Regioni Toscana, Umbria, Veneto, Liguria e Friuli Venezia Giulia e i ministri Gianluca Galletti (Ambiente) e Maurizio Martina (Agricoltura). La discussione ha riguardato le deliberazioni assunte dalla presidenza del Consiglio dei ministri il 20 gennaio scorso, su proposta del presidente Renzi e del ministro dell'Ambiente, di modifica di alcuni calendari venatori regionali, con l'introduzione della chiusura anticipata al 20 gennaio della caccia alla beccaccia, al tordo bottaccio e alla cesena. Erano presenti, oltre ai ministri, il direttore generale del ministero dell'Agricoltura e i responsabili del dipartimento Biodiversità, dell'Ufficio legale e dell'Ispra. "Si è aperto un confronto costruttivo con il governo nazionale che intendiamo sviluppare per difendere l'autonomia regionale in materia di calendari venatori e gestione della fauna selvatica, normata diversamente a livello europeo e nazionale - sottolinea la Giorgi -. I ministeri si sono dimostrati disponibili alle richieste degli assessori regionali, condividendo la necessità di riunire il tavolo tecnico nazionale già istituito per scongiurare, in futuro, analoghe situazioni spiacevoli e assicurare maggiori certezze nella pratica venatoria''. ''Le sollecitazioni delle Regioni hanno portato a un primo risultato positivo, da rafforzare attraverso un costante confronto che dovrà coinvolgere anche le associazioni venatorie, ambientalistiche e agricole interessate alla gestione della fauna selvatica. Un altro importante argomento trattato è quello dell'insostenibilità dei danni causati dagli ungulati alle produzioni agricole e dai grandi carnivori alle attività zootecniche. Gli stessi ministeri - conclude - hanno riconosciuto la priorità con cui questi temi andranno affrontati e gestiti"