Utilizziamo cookie per assicurarti una migliore esperienza sul sito. Utilizziamo cookie di parti terze per inviarti messaggi promozionali personalizzati. Per maggiori informazioni sui cookie e sulla loro disabilitazione consulta la Cookie Policy. Se prosegui nella navigazione acconsenti all’utilizzo dei cookie.
 
 
 

Modifica della legge quadro sulle aree protette (394)


Egregio Onorevole,
in rappresentanza dell’Ente Produttori Selvaggina, che cura gli interessi degli istituti privati di caccia di cui alla legge n. 157/92, sono a chiedere cortesemente il suo impegno affinché in sede di discussione del disegno di legge riguardante la modifica della legge 394/91 (Legge quadro sulle aree protette) si provveda a:
1 - Correggere l’Articolo 1, comma 5 quinquies che assegna all’Ente Parco la gestione dei siti Natura 2000 (ZPS e SIC) che coinvolgono territori esterni al Parco. Questa norma rischia di determinare generalizzate limitazioni all'attività venatoria non contemplate dalla legislazione Europea per questo tipo di siti e di vanificare quanto già normato dallo Stato italiano con il decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 ottobre 2007. Le prescrizioni generali previste nella norma appena citata e quelle contenute nel piano di gestione di ciascun sito hanno infatti ampiamente dimostrato di ottemperare allo spirito ed al dettato della normativa comunitaria di riferimento. E’ pertanto necessario che anche in questo comma venga richiamato il decreto del Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare 17 ottobre 2007.
2 - Richiamare, in ogni pertinente passaggio della legge, la necessità del concerto tra l’ente gestore del parco e la regione competente per territorio in merito alla gestione faunistico-venatoria delle aree contigue, tenendo conto delle competenze che la Costituzione assegna alle regioni in tema di gestione della fauna e della caccia.
3 - Tornare al testo proposto in prima battuta al Senato che prevede l’accesso per l’attività venatoria all’interno delle aree contigue agli iscritti all’ATC di competenza e non secondo quanto previsto dal testo in approvazione, che limita l’accesso ai soli residenti nei comuni interni al parco e/o all’area contigua determinando inaccettabili discriminazioni tra cittadini ed introducendo una norma che di per se non risulta idonea a modulare la pressione venatoria in sintonia con la funzione delle aree contigue.
4 - L'introduzione nell’Art. 27, che istituisce il parco del Delta del Po, di un esplicito riferimento alla caccia come attività compatibile con la gestione dei siti della rete Natura 2000 ricompresi nel perimetro del parco, nel rispetto delle norme comunitarie e nazionali già vigenti e dei principi di conservazione delle zone umide (Manuale di Ramsar) e di quelli del MAB UNESCO, che prevedono la compatibilità dell’uso sostenibile delle risorse faunistiche con la conservazione della biodiversità delle zone umide.
Cordialmente,
Dott. Silvano Toso
Vice presidente vicario
Ente Produttori Selvaggina