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Singolare Sentenza della Suprema Corte di Cassazione sul: “Furto Venatorio”

Il Tribunale avrebbe erroneamente ritenuto il "furto venatorio" assorbito nella fattispecie di cui alla Legge n. 157 del 1992.......... permangono intatti, dunque, i presupposti giuridici del "furto venatorio".....il tutto risulta avvalorata anche da ulteriori previsioni contenute nella stessa legge n. 152 del 1997. L'art. 12, in primo luogo, afferma (comma 1) che "l'attività venatoria si svolge per una concessione che lo Stato rilascia ai cittadini che la richiedano e che posseggano i requisiti previsti dalla presente legge"; di tal ché (comma 6), "la fauna selvatica abbattuta durante l'esercizio venatorio nel rispetto delle disposizioni della presente legge appartiene a colui che l'ha cacciata". Ancora, l'art. 32, nello stabilire le sanzioni accessorie alla sentenza di condanna definitiva (o decreto penale di condanna esecutivo) per una delle violazioni di cui all'art. 30, comma 1, prevede - tra le altre - la sospensione, la revoca o la esclusione definitiva dalla concessione della licenza di porto di fucile per uso di caccia.
Ne consegue, quindi, che il reato di furto aggravato di fauna ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato è ancora oggi configurabile, pur nel regime della legge n. 157 del 1992, con riferimento al caso in cui l'apprensione o il semplice abbattimento della stessa siano opera di persona non munita della licenza medesima.
 
 
 
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