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Toscana: caccia al cinghiale tutto l'anno

Dal consiglio regionale il sì alla proposta per limitare il numero degli ungulati. Il nuovo provvedimento prevede un piano triennale straordinario di abbattimenti.
 
Via libera alla legge obiettivo per il contenimento dell'emergenza ungulati, come cinghiali e caprioli, in Toscana che prevede un piano triennale straordinario di abbattimenti per riequilibrare l'eccessivo numero di capi che creano danni all'agricoltura e all'ambiente. In particolare sarà possibile cacciare i cinghiali, in certe zone, tutto l'anno.
Il provvedimento è stato approvato dal Consiglio regionale al termine di un acceso dibattito d'aula iniziato martedì 2, al quale hanno assistito anche rappresentanti di animalisti e vegani fortemente critici verso la norma, e qualche cacciatore. L'Assemblea si è espressa a maggioranza con il voto contrario di M5s e Sì Toscana a sinistra e l'astensione della Lega Nord.
Su tutto il territorio toscano, è stato spiegato, si stimano circa 200mila caprioli, 200mila cinghiali, 8mila daini e 4mila cervi: una presenza quattro volte superiore rispetto alle altre regioni. La legge, definita in accordo con l'istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra), consente una gestione speciale della caccia agli ungulati per proporzionare la presenza degli ungulati alle diverse caratteristiche del territorio regionale. Previste cacciate in braccata e in altre forme per la gestione delle catture. Nel testo sono individuate aree vocate alla caccia e non vocate (come le zone dove insiste l'agricoltura) e si realizzano forme di gestione venatoria e di controllo. Previsti poi percorsi di filiera e accordi con i centri di lavorazione delle carni per valorizzare il consumo in sicurezza di quelle dei capi abbattuti. Ai cacciatori sono richieste specifiche abilitazioni.
 
Nel testo si prevede inoltre, entro novanta giorni dall'entrata in vigore, l'approvazione, da parte della Giunta regionale, di uno stralcio al piano faunistico venatorio per la revisione degli attuali confini delle aree non vocate per ciascuna specie. Aree nelle quali sono comprese le zone di ripopolamento e cattura, le aree coltivate soggette a danni documentati o potenzialmente danneggiabili, terreni potenzialmente coltivabili da rimettere a coltura, le frazioni boscate e cespugliate tra loro intercluse. Il prelievo selettivo sarà autorizzato per i soggetti individuati nella legge mentre la densità venatoria ottimale sarà stabilita nei piani di gestione annuali degli Atc (ambiti territoriali di caccia) approvati dalla giunta.

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