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Una sentenza cambia le modalità della caccia

Una sentenza cambia le modalità della caccia
Saranno le Atc a decidere come regolamentare le zone di battuta
 
Con una sentenza appena pubblicata, il Tar Piemonte ha stabilito che è compito dell’Atc ( Ambito territoriale caccia) regolamentare la caccia ai cinghiali, a seconda delle varie situazioni locali. Nella stessa sentenza, il Tar ha pure stabilito la natura di ente pubblico degli Atc. 
L’antefatto:
Lo scorso anno, il Consiglio dell’Atc At 1 che insiste sull’oltre Tanaro al Nord della Provincia – deliberava di lasciare libera una zona di caccia al cinghiale, nella zona di Montafia, non assegnandola a nessuna squa¬dra. Questo perché riteneva che in quell’area vi fosse una notevole concentrazione di cinghiali che, oltre a provocare danni in zona, nelle loro scorri¬bande - i cin¬ghiali possono percorrere in una notte anche 50 km – li pro¬curavano anche alle aree circostanti. Contro questa decisione una squadra di cacciatori ha presentato (tramite l’avvocato Marina Faretra di Asti), ricorso al Tar Piemonte, chiedendo l’annullamento della deli¬bera, sostenendone l’illegittimità. 
La sentenza del Tar 
Il Tar Piemonte, con sentenza dell’8 luglio 2015, depositata il 16 otto¬bre , riconosceva però corretto l’operato dell’ Atc At 1, rappresentato e difeso dagli avv. Jacopo Gendre e Paolo Scaparone di Torino, soste¬nendo, nelle sue motivazioni, che gli Atc hanno la facoltà e non l’obbligo della zonizzazione, ma soprattutto possono regolamentare l’attività venatoria alla specie cinghiale suddividendo il proprio territo¬rio in zone da destinare alle squadre, in numero definito in funzione delle caratteristiche dei luoghi e delle scelte gestionali. 
Il commento di Murgia 
««Una sentenza importante – commenta il presidente dell’Atc Anto¬nello Murgia - perché permette agli Atc di gestire le zone a seconda delle esigenze collegate ai danni alle colture per ogni singola area di territorio, rendendole cosi accessibili ad un maggior numero di caccia¬tori ed incrementando gli abbattimenti. Una decisione che darà possi¬bilità ai Sindaci e alle associazioni agricole, che conoscono bene il loro territorio, di dare informazioni agli Atc circa gli indirizzi da prendere per contenere i danni da cinghiale.»» Una sentenza, quindi, frutto an¬che della collaborazione avvenuta con l’Assessore all’agricoltura della Re¬gione Piemonte Giorgio Ferrero, che, dopo aver dialogato con tutte le parti in causa e soprattutto con quelle colpite dai danni, ha dato le giuste istruzioni agli uffici, facendo inserire in alcune delibere già esi-stenti indicazioni a favore degli Atc. ««Nel 2015 - conclude Murgia - vi¬sto il funzionamento della nostra decisione che si è quantificata in un no¬tevole abbassamento dei danni, abbiamo ritenuto di riassegnare la stessa ad una squadra di cacciatori ».