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CONFERENZA REGIONALE SULLA CACCIA IN TOSCANA: LE PROPOSTE DEL DOCUMENTO CONCLUSIVO

Il 28 e 29 giugno si è tenuta a Grosseto la Conferenza Regionale sulla caccia in Toscana. Due giorni di discussione, interventi, proposte, a conclusione di un percorso di concertazione della Regione Toscana con ATC, associazioni agricole e venatorie. Ne è uscito un documento conclusivo di cui ci sembra opportuno riportare gli aspetti significativi:
Necessità di rivalutare tutto l’ambito della gestione faunistico venatoria regionale, alla luce della nuova situazione e analizzando le criticità emerse in questi anni, profonde e tali da compromettere in alcuni casi il delicato quanto indispensabile rapporto tra mondo agricolo e mondo venatorio, ma tenendo conto allo stesso tempo dei numerosi elementi virtuosi che pure possiamo ritrovare in molti ambiti toscani, che ancora oggi ci collocano tra le regioni con più alta valenza ecologica e presenza di biodiversità in Europa.
In merito alla Programmazione, si prevede la revisione delle carte di vocazionalità faunistiche degli ungulati, istituzione della carta di vocazionalità della minuta selvaggina stanziale, revisione degli Istituti pubblici e e privati ed in particolare le ZRC, il miglioramento gestionale degli istituti privati al fine di garantirne la piena integrazione con il territorio a caccia programmata, semplificando il sistema di contribuzione oggi affidata alla conversione economica dei conferimenti, complesso per i gestori e poco verificabile dalla Regione, e cercando modalità di incentivo alle aziende che conseguano degli obiettivi gestionali concertati, tesi a garantire un irradiamento naturale della minuta selvaggina al territorio circostante ed un controllo efficace della presenza di ungulati in sinergia con l’ATC di riferimento. Il documento prevede inoltre una effettiva attività di monitoraggio e controllo in tutte le aree protette, nonché la prevenzione per quanto possibile dei danni arrecati dalla fauna selvatica alle colture agricole al fine di tutelare prioritariamente il lavoro degli agricoltori e prevedendo l’indennizzo dei danni stessi quale ultima ratio nel caso in cui la prevenzione si sia dimostrata incapace di conseguire l’obiettivo. Da segnalare tra le proposte di programmazione anche la prioritaria destinazione degli eventuali risparmi conseguiti tramite un’efficiente opera di prevenzione dei danni agricoli al miglioramento ambientale in favore della piccola selvaggina stanziale, in modo tale da consentire il conseguimento di un fondamentale obiettivo: l’opportunità per gli agricoltori di integrare il proprio reddito tramite lo svolgimento di una meritoria azione di qualificazione ecologica del territorio. Infine, nell’ottica della valorizzazione del volontariato e della gestione della piccola selvaggina, si prevede la possibilità di istituire zone sperimentali per la caccia alla piccola selvaggina stanziale, gestita dai cacciatori stessi, su valutazione degli ATC.
Il documento della Conferenza si sofferma poi sul problema della Governance, segnalando la necessità di intervenire sul rafforzamento degli ATC, mediante una definizione efficace dei loro compiti, chiarimenti sull’interpretazione delle norme e semplificazione delle procedure sulle nomine;, sul rafforzamento dell’autonomia degli gestione degli ambiti e sul rafforzamento dei rapporti tra gli uffici regionali territoriali e gli ATC.
Un aspetto importante è quello della sostenibilità economica della gestione del territorio, per cui si propongono agevolazioni e semplificazioni per i bilanci degli ATC, la possibilità di inserire nel nuovo PSR misure tese alla valorizzazione delle attività agricole che facciano interventi di miglioramento ambientale che vedano Regione, ATC e agricoltori come componenti di un unico progetto di riassetto del territorio. Nell’ottica della progettualità condivisa va visto anche lo sviluppo della filiera delle carni di ungulati , da perseguire anche nell’ottica della trasparenza e della sicurezza alimentare.
La Regione Toscana accenna anche alla necessità di una maggiore armonizzazione della normativa regionale stessa, che dia certezze ed uniformità di applicazione.
Il documento conclusivo della Conferenza Regionale sulla caccia in Toscana si conclude con l’impegno da parte della Giunta Regionale, entro la fine della legislatura, a 1. concertare il nuovo Piano Faunistico Venatorio Regionale per arrivare prima possibile all’approvazione di un documento condiviso, 2. analizzare e dove necessario modificare l’attuale normativa regionale nell’ottica della semplificazione ed efficientamento dell’azione amministrativa, ed infine 3. Farsi portavoce con il Governo tramite la Conferenza Stato-Regioni, della necessità di operare una revisione puntuale della L. 157/92.
EPS Toscana, nel condividere largamente il documento, auspica un coinvolgimento della Regione Toscana nella declinazione delle proposte in relazione agli istituti privati.